Hai appena ricevuto una fattura da Google, Amazon o da un qualsiasi altro fornitore di servizi residente all'estero. Guardi il totale e noti una cosa che stona con le tue abitudini contabili italiane: non c'è l'IVA. Sei a posto così? Purtroppo no.
Per regolarizzare quell'acquisto estero ed evitare che per lo Stato italiano si configuri una forma di evasione IVA, sei obbligato a emettere un'autofattura elettronica per l'estero. In pratica, deve essere integrata l'imposta italiana (generalmente al 22%) e inviato questo nuovo documento "integrativo" al Sistema di Interscambio (SdI).
E se non lo fai? Con la riforma del D.Lgs. 87/2024, in vigore dall'1 settembre 2024, la sanzione per omessa o errata trasmissione dei dati è del 70% dell'imposta non versata, con un minimo di 250 € per ogni documento omesso. Per le sole violazioni formali prive di debito d'imposta (es. operazioni esenti), la sanzione è di 2€ per fattura (max 400€ mensili).
In questa guida definitiva per l'anno fiscale in corso, vediamo esattamente cosa significa emettere questo documento, quale codice Tipo Documento usare (TD17, TD18 o TD19), come si compila l'XML senza commettere errori bloccanti, e come gestire la cosa se sei un professionista o una piccola impresa in Regime Forfettario.
Quando devi emettere un'autofattura per l'estero?
L'obbligo scatta quando la tua Partita IVA italiana acquista da un soggetto non residente (all'interno o all'esterno dell'Unione Europea) che applica il reverse charge (inversione contabile) o semplicemente eroga la fattura per un importo netto.
Dal 1° luglio 2022, l'autofattura elettronica ha mandato in pensione il vecchio Esterometro. Le operazioni estere ora transitano obbligatoriamente per il canale SdI, seguendo lo stesso binario di tutte le fatture italiane.
I casi principali sono tre e il codice che li differenzia si basa su ciò che hai acquistato:
- Acquisto di Servizi (TD17): Usato spessissimo dal mondo digitale. Hai pagato un server in Germania, un software in abbonamento come Slack (situato in UK o USA), o hai saldato commissioni pubblicitarie (Google Ads, Facebook Ads). Che l'azienda estera sia UE o Extra-UE, il codice TD17 è quello corretto.
- Acquisto di Beni Intracomunitari (TD18): Hai comprato fisicamente merce da un'azienda che risiede in un altro Paese dell'UE (per esempio, un computer dalla Germania o attrezzatura dalla Francia).
- Acquisto di Beni in Italia da fornitore estero (TD19): Usato nei casi regolati dall'art. 17 c.2 della Legge IVA. Hai comprato beni che si trovano già fisicamente in Italia, ma chi te li vende è un'entità estera "non stabilita".
I termini 'Integrazione' e 'Autofattura'
Noto un'incongruenza linguistica? Tecnicamente parlando, se il fornitore è UE si tratta di una "integrazione" (per TD17 UE e TD18). Se il fornitore è Extra-UE si tratta di una "autofattura" pura (per TD17 Extra-UE e TD19). Nella pratica, la procedura di invio allo SdI (generazione dell'XML) è identica.
Per approfondire meglio la divisione e le sfumature dei singoli tipi di documento, ti rinviamo al nostro post Autofattura TD17, TD18 e TD19: Quale usare?.
Guide Verticali Specifiche
Se utilizzi una delle piattaforme più comuni, consulta le nostre guide dedicate per non sbagliare codici e anagrafiche:
- Autofattura Amazon: Guida completa TD17/18/19
- Autofattura SumUp: Commissioni POS e Natura N4
- Autofattura Stripe: Gestione Reverse Charge
- Autofattura Google Ads: Guida pratica TD17
E se sono Forfettario? Le sanzioni non ti risparmiano
Sei in regime forfettario e pensi di non dover fare nulla perché la legge dice che "non scarichi e non addebiti l'IVA"? Sbagliato.
Anche nel 2025/2026, a seguito dell'ingresso definitivo di tutti i forfettari nella fatturazione elettronica, questo obbligo include in pieno le fatture passive dall'estero. Per gli acquisti di servizi esteri o beni extracomunitari, l'IVA è dovuta in Italia. Anche se non potrai scaricarla (diventerà un costo puro per te), sei legalmente obbligato a dichiararla e versarla.
La procedura d'obbligo per Forfettari:
- Iscrizione VIES: Obbligatoria se intendi fare acquisti di servizi e beni all'interno dell'UE.
- Integrazione della Fattura: Prendi la somma della fattura ricevuta senza IVA e aggiungi l'IVA italiana, abitualmente al 22%.
- Versamento in F24: Versi l'IVA allo Stato italiano tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo all'acquisto.
- Autofattura allo SdI: Invii elettronicamente l'XML (TD17/18/19) all'Agenzia delle Entrate per documentare la transazione (Esterometro), entro la scadenza fissa.
Attenzione
Sanzioni sull'IVA dimenticata: Inviando correttamente l'autofattura o pagando l'F24 regolarizzi il rapporto con l'Erario, scongiurando le sanzioni per omessa integrazione dell'imposta (70% dell'IVA con minimo 250€, D.Lgs. 87/2024). L'invio dell'autofattura allo SDI è il tassello fondamentale per la tua compliance.
Fatture estere senza stress?
L'AI estrae i dati (fornitore, importi, date) dal PDF; sei tu a selezionare il codice corretto (TD17/18/19) — la guida qui sopra ti dice quale — e a confermare prima dell'invio.
Come compilare correttamente l'XML (ed evitare di essere bloccati)
Inviare o compilare manualmente un'autofattura elettronica non è operazione di poco conto; tra i 7 errori comuni dell'autofattura, quelli più frequenti riguardano l'identificazione scorretta di chi compra e chi vende e le scadenze.
1. Chi è il "Cedente" e chi è il "Cessionario"
L'errore contro-intuitivo che causa gli scarti più temuti (l'Errore 00471 dello SdI):
- Cedente / Prestatore: Diversamente da una normale fattura italiana emessa da te, qui inserisci i dati del fornitore estero. Non sei tu che vendi! Stai solo facendo da "tramite" fittizio per un soggetto che non sta in Italia. Inserirai il suo IdPaese (es.
IEoUS) e il suo codice fiscale o d'identificazione IVA estera. - Cessionario / Committente: Qui indichi i tuoi dati. Tu sei colui che compra (acquisisce il bene o servizio).
2. Le Date e i periodi IVA
Alla voce <Data> del documento XML, il Sistema accetta indicazioni conformi: spesso coincide con la data di ricezione per la fattura estera (TD18 o TD17 UE), oppure con la data in cui il servizio o il bene rileva l'effettuazione dell'operazione (TD17 Extra-UE o TD19).
L'invio al Sistema di Interscambio deve avvenire categoricamente entro il 15° giorno del mese successivo rispetto a tale evento temporale per TD17 e TD18. Per il TD19, invece, la scadenza è di soli 12 giorni dall'operazione.
3. Fac-simile XML di un'autofattura
Il "dietro le quinte" del software produce un file strutturato per l'Agenzia. Ecco un frammento di un XML per capire come posizionare il fornitore estero:
<FatturaElettronicaHeader>
<DatiTrasmissione>
<IdTrasmittente>
<!-- La tua partita IVA come trasmittente -->
<IdPaese>IT</IdPaese>
<IdCodice>01234567890</IdCodice>
</IdTrasmittente>
<FormatoTrasmissione>FPR12</FormatoTrasmissione>
<!-- Il tuo codice SDI oppure 0000000 -->
<CodiceDestinatario>0000000</CodiceDestinatario>
</DatiTrasmissione>
<CedentePrestatore>
<!-- SEZIONE RISERVATA AL FORNITORE ESTERO -->
<DatiAnagrafici>
<IdFiscaleIVA>
<IdPaese>IE</IdPaese>
<IdCodice>1234567X</IdCodice>
</IdFiscaleIVA>
<Anagrafica>
<Denominazione>Fornitore Europeo Sro.</Denominazione>
</Anagrafica>
</DatiAnagrafici>
</CedentePrestatore>
<CessionarioCommittente>
<!-- I TUOI DATI IDENTIFICATIVI ITALIANI -->
<DatiAnagrafici>
<IdFiscaleIVA>
<IdPaese>IT</IdPaese>
<IdCodice>01234567890</IdCodice>
</IdFiscaleIVA>
<Anagrafica>
<Denominazione>Mario Rossi Srl</Denominazione>
</Anagrafica>
</DatiAnagrafici>
</CessionarioCommittente>
</FatturaElettronicaHeader>
<FatturaElettronicaBody>
<DatiGenerali>
<DatiGeneraliDocumento>
<TipoDocumento>TD17</TipoDocumento>
<Divisa>EUR</Divisa>
<Data>2026-02-12</Data>
<Numero>INT-2026/01</Numero>
<ImportoTotaleDocumento>244.00</ImportoTotaleDocumento>
</DatiGeneraliDocumento>
</DatiGenerali>
<DatiBeniServizi>
<DettaglioLinee>
<NumeroLinea>1</NumeroLinea>
<Descrizione>Servizi software esteri - Inversione contabile</Descrizione>
<Quantita>1.00</Quantita>
<PrezzoUnitario>200.00</PrezzoUnitario>
<PrezzoTotale>200.00</PrezzoTotale>
<AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
</DettaglioLinee>
<DatiRiepilogo>
<AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
<ImponibileImporto>200.00</ImponibileImporto>
<Imposta>44.00</Imposta>
</DatiRiepilogo>
</DatiBeniServizi>
</FatturaElettronicaBody>
La transizione tra TD20 e TD29
Mentre i codici 17, 18 e 19 si usano costantemente ogni mese, vale la pena prestare attenzione alle novità sulla regolarizzazione. Per le omesse fatture di fornitori italiani, il TD20 viene sostituito dal nuovo codice TD29 (a partire dal 1° aprile 2025). È fondamentale ricordare che il TD20 rimane invece in uso per i casi di reverse charge interno e per gli acquisti intracomunitari non documentati tempestivamente.
Metti in pilota automatico le tue autofatture
Cercare di manipolare file XML a mano, o scontrarsi ogni volta col cassetto fiscale senza farsi ribaltare dall'interpretazione dei campi, può costare una fortuna in controlli bloccati ed energie.
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Domande Frequenti
Cos'è l'autofattura elettronica per l'estero?
È il documento XML (Tipo Documento TD17, TD18 o TD19) che devi inviare allo SDI quando acquisti beni o servizi da un fornitore estero (UE o extra-UE) che emette fattura senza applicare l'IVA italiana. Questo adempimento dal 2022 ha sostituito il vecchio Esterometro.
Sono nel regime forfettario, devo fare l'autofattura?
Assolutamente sì. Anche i forfettari, ormai in obbligo di fatturazione elettronica generalizzato, sono coinvolti. Se acquisti servizi dall'estero, devi integrare l'IVA al 22%, versarla con F24 ed emettere l'autofattura allo SdI.
Entro quando va inviata l'autofattura allo SdI?
Generalmente entro il 15° giorno del mese successivo a quello di ricezione della fattura estera (TD17, TD18). Attenzione però al codice TD19: in questo caso l'invio deve avvenire entro 12 giorni dall'effettuazione dell'operazione.
